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Galletti: famiglia ok, ora aprire i mercati

postato il 15 dicembre 2011 da redazione

Un decisivo passo in avanti sulla famiglia. Ma ancora troppo poco sul versante delle liberalizzazioni. In una manovra che comunque garantisce i conti con riforme strutturali. Così il vicepresidente dei deputati dell’Udc Gian Luca Galletti commenta le ultime modifiche al decreto “Salva Italia” introdotte da governo e Parlamento. II Terzo Polo ha contribuito a queste modifiche, che Galletti – esperto economico del partito di Pier Ferdinando Casini – saluta con favore per ciò che riguarda i carichi familiari. Ma si aspetta anche un secondo round più sostanzioso sull’apertura del mercato nei servizi pubblici e quelli bancari.

 Partiamo da quest’ultimo aspetto, sul quale il governo sembra indietreggiare.

Va fatto un passo alla volta. Il decreto doveva servire a mettere m sicurezza i conti dello Stato. E lo fa in maniera strutturale. Ci sono, infatti, misure che non sono una tantum. Fa, però, passi troppo piccoli su crescita e liberalizzazioni. Sul primo versante ci sono la detassazione degli utili reinvestiti in impresa e l’aumento della detrazione dell’Irap dall’Ires. Sul secondo è rimasta la liberalizzazione per i negozi e poco altro.

Cosa vi aspettate ancora su questo punto?

Grandi passi in avanti sui servizi pubblici locali, sulle assicurazioni e, ancora di più, sulle banche. Inoltre su tutte quelle corporazioni che ancora insistono sul sistema italiano. Per il numero due centrista alla Camera si è evitato il massacro sociale dei nuclei sociale dei nuclei.

Voi avete premuto affinché le liberalizzazioni partissero subito, dopo che un emendamento, poi corretto, le aveva spostate alla fine del 2012. Molti settori, però, sono re stati fuori. Entro il prossimo anno anche queste categorie saranno chiamate a contribuire ai sacrifici?

Non dico entro il prossimo anno, ma nei prossimi mesi. Questa è un’urgenza. Intanto è stata introdotta una modifica da voi caldeggiata, l’introduzione di sgravi sull’Ici/Imu, legati al numero dei figli. La manovra è di sacrifici per gli italiani. Il Parlamento l’ha resa più equa. E siamo soddisfatti del fatto che per la prima volta sia stato inserito chiaramente m un provvedimento fiscale il concetto di famiglia. Era una nostra battaglia da anni e oggi abbiamo compito un passo, piccolo dal punto di vista economico, ma grande nell’affermazione di un valore: la famiglia è un bene di tutti.

La manovra colpisce, comunque, ceto medio e famiglie.

Vero. Ma dovremmo per un attimo pensare a cosa sarebbe successo senza di essa, con lo scatto automatico dei tagli lineari su tutte le agevolazioni alle famiglie per 20 miliardi.

La delega fiscale prevista dal governo Berlusconi…

Esatto. Possiamo dire che la manovra ha evitato il massacro sociale delle famiglie.

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