Oggi ore 14.30 a Montecitorio in piazza con l’Associazione Nazionale Famiglie Numerose
postato il 22 settembre 2011 da Gian LucaNoi siamo per salvare le famiglie con figli!
Gian Luca
Noi siamo per salvare le famiglie con figli!
Gian Luca
E’ un gran pasticcio. Siamo pronti a presentare ricorso al Tar. I cittadini sono disorientati, le famiglie sono penalizzate e anche il presidente Errani mi pare che non abbia le idee chiare.
Gian Luca
Prendiamo atto che sui ticket sanitari in Emilia Romagna il sottosegretario con delega alla Famiglia Carlo Giovanardi non intende muovere un dito. Lo invito a verificare se sia possibile impugnare, anche eventualmente in via derivata, un provvedimento incostituzionale e discriminatorio verso le coppie sposate.
Gian Luca
Quelle della Lega sono lacrime di coccodrillo. Sembra quasi che la Manovra finanziaria appena approvata non abbia né padre né madre, invece ce l’ha eccome: sono il Pdl e la Lega.
Di quella Manovra preoccupano non solo il ticket sanitario, ma anche il resto: gli assegni familiari, la mancata rivalutazione delle pensioni basse, l’aumento delle accise della benzina e tanto altro. Tutto questo lo abbiamo denunciato in Parlamento al momento della votazione del provvedimento che per solo senso di responsabilità abbiamo fatto approvare dalla maggioranza a tempo record. Lo abbiamo detto in quell’occasione, lo ribadiamo oggi: se quella Manovra, insostenibile per le famiglie non solo per il ticket, si è resa necessaria in questa forma è per sola responsabilità di Pdl e Lega, che fino ad oggi non hanno affrontato il tema delle riforme.
Gian Luca
Non occoreva uno studio dei ricercatori della Banca d’Italia per appurare come si sono ridotte le famiglie italiane. Tuttavia, se il governo non vuole proprio saperne di ascoltare i nostri appelli, faccia almeno tesoro di questo autorevole documento e ne tragga le dovute conclusioni. Mentre l’esecutivo pensa solo a come risolvere i problemi di Bossi e Berlusconi, ovvero i ministeri al Nord e il ‘processo lungo’, le famiglie italiane non riescono più a costruire un futuro per i propri figli. Se le generazioni non hanno un avvenire, non ce l’ha nemmeno il Paese.
Gian Luca
Si è chiusa ieri una pagina molto triste per la politica emiliana e, più ampiamente, per la politica italiana.
Alla fine di una querelle durata alcune settimane e tre votazioni, è stata eletta come presidente della commissione Pari Oppurtunità Dell’Emilia Romagna Roberta Mori, consigliera del Pd, che ha battuto la concorrenza della precedente candidata: Silvia Noè, capogruppo UdC alla Regione.
L’ipotesi Noè, frutto dell’accordo tra UdC e Pd -che aveva considerato la consigliera la persona più adatta a ricoprire questo incarico- aveva scatenato l’ira dell’ala più estremista del consiglio regionale, dall’IDV a SEL, oltre che di numerose associazioni (tra cui Arcigay, Rete Laica, Agedo, 3D…).
E alla fine a spuntarla è stata la frangia più estrema, che ha fatto sì che Silvia Noè non fosse eletta perché legata ad un concetto di famiglia tradizionale, perché moderata e cattolica. [Continua a leggere]
Oggi è un brutto giorno per l’assemblea regionale dell’Emilia-Romagna. Col voto di questa mattina sulla presidenza della commissione Pari opportunità, Pd, Idv, Sel e Lega hanno dato un pessimo esempio attuando una vera e propria discriminazione nei confronti di Silvia Noè che, per storia personale e politica, aveva tutti i requisiti per poter guidare quella commissione. Il PD in Emilia-Romagna ha dunque scelto di assecondare la sinistra estrema sacrificando il dialogo con il centro cattolico moderato e riformista. Non rimane che augurargli buona fortuna…
Gian Luca
Sulla nomina della presidenza della commissione Pari Opportunità dell’Emilia-Romagna il Pd regionale deve scegliere se farsi condizionare dal ‘potere forte’ di alcuni gruppuscoli, che credono di rappresentare gli omosessuali, o se privilegiare i poteri deboli della società civile che in quella commissione vedono un’occasione per diminuire le disparità sociali. Mi riferisco al mondo della disabilità, alle famiglie con figli sempre più discriminate, al mondo del lavoro femminile e a tutti coloro che giornalmente faticano ad affermare i propri diritti. Lo diciamo subito: l’Udc non accetta logiche settarie in base alle quali esponenti del mondo cattolico non sarebbero a priori affidabili per ricoprire quella presidenza. E’ chiaro che dall’atteggiamento del Pd emiliano-romagnolo discenderà anche un giudizio più complessivo: si vogliono ancora fare condizionare dalla sinistra estrema oppure vogliono diventare quel partito riformista e democratico in grado di colloquiare anche con un centro cattolico? Scelgano loro.