Tutti i post della categoria: Enti locali

Bologna, Le buche? Colpa di anni senza manutenzione

postato il 21 febbraio 2012 da redazione

 Intervista de Il Resto del Carlino (21 febbraio ’12)

 

 «Quando le strade saranno definitivamente libere dalla neve, ci renderemo conto della vera emergenza. E saranno dolori…», tuona Gianluca Galletti, vicepresidente dell’Udc alla Camera. Galletti, assessore al Bilancio della giunta Guazzaloca, non usa mezzi termini: la nevicata, che ha messo in ginocchio la città, avrà conseguenze pesanti sulla viabilità. Ma il deputato dell’Udc mette in guardia: «Non è tutta colpa del maltempo».

 Galletti, quindi è d’accordo con il sindaco, l’emergenza adesso sono le buche?

 «È chiaro, ma ce ne renderemo conto davvero tra un po’ di tempo, quando la neve sarà sparita del tutto. Premetto che è un errore credere e imputare tutta la responsabilità di questa situazione solo all’ondata straordinaria di maltempo».

 Allora chi sono gli altri responsabili?

 «Quelli che dovevano curare la manutenzione delle strade e negli ultimi sette anni non l’hanno fatto. È mancata la manutenzione sufficiente sulle strade e anche sul patrimonio immobiliare del Comune, parlo soprattutto delle scuole. Lo dimostra il fatto che via Massarenti e via San Vitale non sono nelle stesse condizioni di via Murri».

 Cioè?

 «Via Murri è un percorso di guerra, un pericolo continuo per chi si muove in motori no. In via Massarenti, invece, nei tratti in cui la manutenzione è stata fatta, non ci sono problemi. Via Dagnini e i via Mezzofanti sembrano strade di campagna. La città così è pericolosa, non può essere abbandonata e il Comune deve correre ai ripari».

 In che modo?

 «Nell’immediato, è ovvio, deve chiude le buche e predisporre un piano straordinario di manutenzione da far partire in primavera».

 Si prospetta un’estate di cantieri?

 A costo di creare disagi ai cittadini quei lavori servono, anche per recuperare quello che,| negli anni non è stato fatto».

 Merola ha parlato anche di chiedere una deroga al Patto di stabilità, che ne pensa?

 «Sono d’accordo, andiamo a Roma, sarò in prima linea, ma da tecnico dico che ottenere una deroga al Patto di stabilità in questo caso è difficile, perché si è trattato di un errore strategico compiuto dagli amministratori: la neve ha solo accelerato una situazione che si sarebbe verificata».

 Quindi come si affronta emergenza?

 «Pensando a un programma di riserva che preveda un piano straordinario per la manutenzione delle strade e, se necessario, vedendo anche il bilancio, un altro anno così senza il rifacimento stradale non è affrontabile. E per il futuro più investimenti e meno spesa corrente».

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“Colpire le case in comodato è una patrimoniale ingiusta”

postato il 26 gennaio 2012 da redazione

Intervista a Gian Luca Galletti (il Resto del Carlino).

La stangata Imu ipotizzata dal Comune per chi da un’abitazione in comodato gratuito ai figli (aliquota massima: 10,6 per mille) «è una vera e propria patrimoniale che punisce le famiglie». Per questo Gianluca Galletti, vicepresidente dell’Udc alla Camera, auspica che il Comune ritorni sui propri passi durante la stesura definitiva del bilancio 2012.

 Perché parla di patrimoniale?

 «Perché si parla di un 1% l’anno. Ma una cosa è una patrimoniale su un patrimonio che da reddito, altro è un genitore che fa sacrifici per acquistare una casa da dare ai figli».

 Il Comune fa fatica a fare quadrare i conti, annuncia un bilancio ‘drammatico’…

 «Comprendo bene le difficoltà che vive oggi l’assessore Silvia Giannini. Ma su questo tema sta sbagliando. Qui si mette in discussione un patto generazionale tra padri e figli, un patto che ha mantenuto solido il Paese anche nei momenti economici più difficili. Punirlo in questa maniera non è accettabile».

 I comodati gratuiti sono raddoppiati da quando sono partiti gli incentivi. Siamo a 10 mila. C’è chi ipotizza una buona fetta di evasione.

 «Ho letto i numeri e i timori di Mauro Cammarata (direttore del settore Entrate del Comune, ndr), che è un ottimo dirigente. Dico che i dubbi che ha lui li avrei anch’io».

 Dunque?

 «Bisogna avviare una forte azione di controllo su questo tipo di contratti. Perché non è accettabile fare pagare alle famiglie oneste i costi di chi si comporta male>>.

 Il Comune ha uomini e mezzi per un controllo a tappeto?

 «Sarebbero sufficienti controlli a campione. Solo l’effetto annuncio potrebbe avere già risultati molto positivi».

 A quanto fisserebbe l’aliquota per questi contratti?

 «Diciamo al 7,6 per mille, l’aliquota base per le seconde case».

 Quanto costerebbe al Comune una riduzione simile?

 «Vale tre milioni di euro».

 A chi critica, la Giannini dice: datemi alternative valide.

 «Io dico di continuare a tagliare la spesa corrente».

 Il 65% è destinato alle scuole. Come si fa a tagliare qui?

 «Si punti in maniera più decisa sulla sussidiarietà, con un sistema di convenzionamento con scuole materne pubbliche gestite da privati convenzionati. E si può negoziare il passaggio di alcune scuole comunali allo Stato».

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Bologna, La mia ricetta per un budget meno pesante

postato il 16 gennaio 2012 da redazione

Intervista a Il Resto del Carlino

Ridurre le spesse («troppo alte») per il funzionamento del Comune e battere cassa in Regione. Sono fra gli ingredienti della ricetta che, secondo Gianluca Galletti — vicepresidente dell’Udc alla Camera, già assessore al Bilancio del sindaco Giorgio Guazzaloca, — consentirebbero al sindaco Virginio Merola di varare la difficile manovra 2012 «contenendo il più possibile gli aumenti delle tariffe» per i bolognesi.

Tagliare la spesa corrente. Ci sono margini?

«Ci sono. La spesa corrente del Comune è l’80% della spesa totale. Troppo. Molto di più di Firenze (60%) e Verona (45%). Anche la media nazionale (67%) è molto più bassa: dunque, ci sono ampi margini per potere tagliare. E un 2% in meno di spesa corrente vale circa 10 milioni».

Perché cita Firenze e Verona?

«Sono città del centronord omogenee a Bologna, anche come numero di abitanti, con i conti a posto».

Cosa significa avere una spesa corrente alta?

«Vuole dire avere meno soldi da investire. Infatti, il Comune investe molto poco: il 12% della spesa totale, contro il 19% di Firenze e il 37% di Verona. E una città che non investe, a cominciare dalla manutenzione di strade e scuole, piano piano va allo sfascio».

Quale voce incide di più sulla spesa corrente?

«La funzione che si chiama ‘ amministrazione, di gestione e controllo’. Anche qui, spendiamo più degli altri: il 30,47%, contro il 28,10% di Verona e il 25,57% di Firenze.

Di che spese si tratta?

«Tipiche spese per il funzionamento della macchina comunale, non certo essenziali per il cittadino».

Lei invita il sindaco a fare la voce grossa con la Regione. Perché?

«Perché se è vero che il Comune deve chiedere meno tagli allo Stato, è anche vero che la Regione Emilia-Romagna non è certo generosa con Bologna».

Può fare qualche esempio?

«I trasferimenti della Regione per funzioni non delegate (cioè di aiuto alla gestione dell’amministrazione comunale) sono molto inferiori nel caso del Comune di Bologna rispetto a Verona e Firenze».

Nella sostanza?
«Sul totale dei trasferimenti correnti, quelli regionali al Comune ammontano soltanto al 6,27%. Quelli della Regione Toscana a Firenze sono il 17,39%, mentre quelli del Veneto per Verona arrivano al 28,35%. Giusto, dunque, il conflitto con lo Stato, ma credo che sarebbe bene cominciare a pretendere di più anche dalla Regione».

Perché la Regione è così stretta?

«Viene il dubbio che spenda molto in conto proprio, cioè per la propria gestione e che per Bologna resti poco>>.

Che effetto avrebbe l’applicazione della sua ricetta?

«E una strada possibile per contenere il più possibili aumenti di tariffe che sarebbero insopportabili per molte famiglie bolognesi. Se la giunta Merola ci proverà, l’Udc sarà al suo fianco».

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L’Imu l’ha messa Calderoli (e lui lo sa)

postato il 20 dicembre 2011 da redazione

Calderoli la smetta di raccontar balle. L’Imu sulla prima casa l’ha messa proprio lui. Come? Con uno dei suoi decreti legislativi di applicazione del federalismo fiscale con cui ha introdotto la Res (tassa sui rifiuti e servizi) che colpisce chiunque abiti in una casa: proprietari e inquilini.

Gian Luca

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Il ritorno dell’ICI? No, l’anticipo dell’IMU

postato il 25 novembre 2011 da redazione

“Riceviamo e pubblichiamo” di Mario Pezzati

Per onestà intellettuale trovo necessario sfatare un mito che si sta facendo strada nelle menti degli italiani, ovvero che Monti stia per rimettere l’ICI sulla prima casa.

In realtà Monti sta solo anticipando una tassa che aveva messo il governo Berlusconi nel 2010 (e che sarebbe entrata a regime nel 2014) ovvero l’IMU (Imposta Municipale Unica) e di cui avevamo parlato in passato. Berlusconi aveva tolto l’ICI causando un danno ai comuni che videro cancellato la loro principale fonte di finanziamento e per questo motivo, le amministrazioni comunali iniziarono a tagliare i servizi ai cittadini.

Come si articolava l’IMU? Doveva essere il cardine della riforma federalista, sostituendo circa 24 imposte e in particolare l’irpef sugli immobili, l’imposta di registro sulle transazioni immobiliari e la tassa ipotecaria catastale dovuta sui mutui. Il valore complessivo di questa tassa non era poco: si parlava di circa 28,9 miliardi con un costo medio per cittadino, secondo la CGIA di Mestre, pari a 432 euro. Quel che pochi sanno è che l’IMU nascondeva un ritorno all’ICI sulla prima casa: era prevista, infatti, una “addizionale IMU” a discrezione dei Comuni. [Continua a leggere]

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Sussidiarietà, Udc pronta ad appoggiare Merola

postato il 7 ottobre 2011 da Gianluca Buono

Trasformare un Comune fortemente erogatore come quello di Bologna in un Comune controllore dell’efficienza, della quantità e della qualità dei servizi erogati non sarà un processo facile ma Merola non potrà sottrarsi da questa sfida. Se l’accetterà, l’Udc, con senso di responsabilità, è pronta a fare la sua parte.
Sussidiarietà fa rima con civiltà: una città che la ignora è una città abbandonata a sé stessa. Spiace constatare la chiusura della sinistra estrema bolognese che preferisce esporre i cittadini a questo rischio piuttosto che dare un segnale di apertura fondamentale per lo sviluppo economico e sociale di Bologna. Deve essere chiaro a tutti, anche a coloro che non considerano la sussidiarietà un valore, che oggi senza il coinvolgimento della società civile il rischio che corriamo è quello di diminuire i servizi sociali a favore di famiglie e anziani.

Gian Luca

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Merola abbia il coraggio di passare ai fatti

postato il 28 settembre 2011 da Gian Luca

Revisione dell’Isee, sussidiarietà, controllo della spesa e privatizzazioni sono i cardini indicati anche da noi in tempi non sospetti per aiutare Bologna e le famiglie a risalire la china. Dopo gli annunci, Merola abbia il coraggio di passare ai fatti.

Gian Luca

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120 milioni da risparmiare in due anni non sono pochi, nemmeno per un Comune grande come Bologna.

postato il 28 settembre 2011 da Gianluca Buono

di Mario Mantovani

120 milioni da risparmiare in due anni non sono pochi, nemmeno per un Comune grande come Bologna.
La manovra colpisce duramente gli Enti locali, anche quelli definiti virtuosi, e suscita proteste comprensibili, specialmente se si confronta tanto rigore con la timidezza dei tagli operati al livello centrale di governo.
Ma il “modello Bologna” è davvero virtuoso? Un modello di gestione centralizzata dei servizi, che ha creato una macchina ipertrofica e poco flessibile, è sostenibile?
Da cittadino bolognese dico: ben vengano i tagli, se serviranno a trasformare questo modello di servizi in una collaborazione basata sulla sussidiarietà.
Il caso più ecltatante è quello delle scuole dell’infanzia, nelle quali il privato assicura uguale qualità a costi inferiori di un terzo.
Ma anche nell’housing sociale esistono realtà (come la cooperazione a proprietà indivisa) in grado di coprire le esigenze con grande efficienza.
Per non parlare di tante istituzioni e associazioni operanti nel settore culturale e in quello assistenziale, anche benemerite ma fino ad ora poco orientate a finanziarsi con contributi privati, iniziative e servizi a pagamento.
Non è più sostenibile un modello in cui il Comune gestisce direttamente troppi servizi o paga le attività a piè di lista. Occorre intelligenza e professionalità per finanziare iniziative autenticamente utili. In questo senso credo che vada letta anche la disponibilità di alcune Associazioni imprenditoriali: non hanno “tesoretti” da consegnare al Comune perché continui a sostenere un modello anacronistico, ma risorse con destinazione specifica, frutto di un lungimirante sistema bilaterale, che possono finanziare collettivamente l’accesso ai servizi, erogati a prezzi di mercato.
Sono conscio del fatto che una tale trasformazione richiederà qualche tempo. E allora chiedo al Sindaco Merola e alla sua Giunta di utilizzare la tassazione addizionale che la manovra concede per finanziare questa transizione. Due anni di addizionale Irpef straordinaria, senza proroghe.
Sarebbe un bel risultato ed una lezione di serietà per tanti amministratori, centrali e locali.

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A Bologna la destra ha deciso di perdere dall’inizio

postato il 8 giugno 2011 da glbuono

Le parole di Silvio Berlusconi hanno chiarito bene agli elettori bolognesi cos’è successo alle ultime elezioni: qualcuno ha deciso di perdere fin dall’inizio. Scegliendo un candidato della Lega si e’ aperta una battaglia nel centrodestra, l’attenzione era solo sui voti che si sarebbero spostati tra Pdl e Lega. Qualcuno se ne deve assumere le responsabilità, perché, anche se il Pdl ha un consigliere in più, l’opposizione in Consiglio è calata e non cresciuta.

Gian Luca

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  • mario pezzati: direi che è stato messo il dito sulla piaga: la mancata cura e manutenzione delle strade, da unire ad...
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