Archivio per gennaio 2012

Bologna merita di più

postato il 30 gennaio 2012 da redazione

Bologna non merita di essere imbrattata e infangata, bensi’ di essere considerata in tutto il mondo una citta’-simbolo di cultura, storia e civilta’ che oggi ha voluto rendere onore e riconoscenza all’impegno del nostro presidente della Repubblica.
Gli indignati siamo noi e chi come noi crede nelle istituzioni e nel loro valore.

Gian Luca

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Viaggi low cost per giovani, anziani e disabili: le scelte di Monti

postato il 29 gennaio 2012 da Adriano Frinchi

Nell’art. 62 della bozza del Dl Semplificazioni, è prevista la ”promozione di forme di turismo accessibile, mediante accordi con i principali vettori operanti nei territori interessati attraverso pacchetti agevolati per i giovani, gli anziani e i soggetti portatori di disabilità”. Questa iniziativa è molto positiva perché può essere una via per rilanciare il turismo nel nostro Paese (settore molto importante per la nostra economia e che sta pagando dazio per la crisi),  inoltre agevola una categoria di persone, i disabili che tutti tendono a dimenticare nonostante siano particolarmente bisognosi.

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Milleproroghe, fiducia al governo Monti

postato il 27 gennaio 2012 da Gianluca Buono

L’Italia ha bisogno di provvedimenti economici forti. Abbiamo realizzato la manovra, le liberalizzazioni. Ora le semplificazioni: il taglio dei costi. Non c’è un provvedimento che da solo risolve il problema ma c’è una politica economica che si sta compiendo.

Gian Luca

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“Colpire le case in comodato è una patrimoniale ingiusta”

postato il 26 gennaio 2012 da redazione

Intervista a Gian Luca Galletti (il Resto del Carlino).

La stangata Imu ipotizzata dal Comune per chi da un’abitazione in comodato gratuito ai figli (aliquota massima: 10,6 per mille) «è una vera e propria patrimoniale che punisce le famiglie». Per questo Gianluca Galletti, vicepresidente dell’Udc alla Camera, auspica che il Comune ritorni sui propri passi durante la stesura definitiva del bilancio 2012.

 Perché parla di patrimoniale?

 «Perché si parla di un 1% l’anno. Ma una cosa è una patrimoniale su un patrimonio che da reddito, altro è un genitore che fa sacrifici per acquistare una casa da dare ai figli».

 Il Comune fa fatica a fare quadrare i conti, annuncia un bilancio ‘drammatico’…

 «Comprendo bene le difficoltà che vive oggi l’assessore Silvia Giannini. Ma su questo tema sta sbagliando. Qui si mette in discussione un patto generazionale tra padri e figli, un patto che ha mantenuto solido il Paese anche nei momenti economici più difficili. Punirlo in questa maniera non è accettabile».

 I comodati gratuiti sono raddoppiati da quando sono partiti gli incentivi. Siamo a 10 mila. C’è chi ipotizza una buona fetta di evasione.

 «Ho letto i numeri e i timori di Mauro Cammarata (direttore del settore Entrate del Comune, ndr), che è un ottimo dirigente. Dico che i dubbi che ha lui li avrei anch’io».

 Dunque?

 «Bisogna avviare una forte azione di controllo su questo tipo di contratti. Perché non è accettabile fare pagare alle famiglie oneste i costi di chi si comporta male>>.

 Il Comune ha uomini e mezzi per un controllo a tappeto?

 «Sarebbero sufficienti controlli a campione. Solo l’effetto annuncio potrebbe avere già risultati molto positivi».

 A quanto fisserebbe l’aliquota per questi contratti?

 «Diciamo al 7,6 per mille, l’aliquota base per le seconde case».

 Quanto costerebbe al Comune una riduzione simile?

 «Vale tre milioni di euro».

 A chi critica, la Giannini dice: datemi alternative valide.

 «Io dico di continuare a tagliare la spesa corrente».

 Il 65% è destinato alle scuole. Come si fa a tagliare qui?

 «Si punti in maniera più decisa sulla sussidiarietà, con un sistema di convenzionamento con scuole materne pubbliche gestite da privati convenzionati. E si può negoziare il passaggio di alcune scuole comunali allo Stato».

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Ridisegnato il mondo professionale dei bancari

postato il 21 gennaio 2012 da Adriano Frinchi

“Riceviamo e pubblichiamo” di Mario Pezzati

Nell’ottica delle liberalizzazioni del governo Monti, non si può non salutare con piacere i mutamenti che stanno avvenendo nelle trattative con i sindacati delle varie categorie professionali: prima l’accordo tra i lavoratori e Luxottica e oggi l’accordo che ridisegna il mondo professionale dei bancari, un accordo raggiunto grazie ad una notevole prova di pragmatismo da parte di questi lavoratori e che comporterà la creazione di un apposito fondo per stimolare le assunzioni dei giovani.

Cosa prevede l’accordo per i 340.000 bancari? A fronte di un aumento di 170 euro (di cui verranno corrisposti i primi 50 euro di aumento a decorrere dal primo giugno del 2012, altri 50 nel 2013 e infine 70 nel 2014), vi sarà il blocco degli scatti di anzianità per un anno e mezzo, dal primo gennaio 2013 al primo giugno 2014. L’intesa prevede, inoltre, l’introduzione del contratto complementare con un orario di lavoro di 40 ore settimanali invece di 37,5 e la creazione di un Fondo bilaterale per il sostegno dell’occupazione da attivarsi con il contributo dei lavoratori e delle aziende. In particolare le aree professionali contribuiranno con una giornata, vedendosi così ridotta da 23 a 15 ore, la “Banca delle ore”, i quadri direttivi e i dirigenti contribuiranno con una ex festività, mentre i manager con il 4% della retribuzione fissa, come ha suggerito il presidente di Abi, Giuseppe Mussari. Sul salario dei neoassunti con certezza di qualifica terza area primo livello l’intesa prevede una riduzione del salario di ingresso del 18% che, unitamente alle agevolazioni statali alle aziende che assumeranno con stabilizzazione del rapporto di lavoro, sarà un importante incentivo. Il fondo, inoltre, prevede anche che le assunzioni al sud abbiano un trattamento preferenziale.

Ma la cosa veramente rivoluzionaria è la modifica dell’orario di lavoro: l’orario di sportello sarà prolungato eportato a coprire l’intera giornata andando dalle 8 alle 22, dal lunedì al venerdì, con una serie di garanzie sulla turnazione. Ovviamente per l’applicazione di questo orario “allungato”, sarà necessaria un confronto negoziale a livello aziendale, nel caso in cui non si riesca a trovare un accordo l’azienda potrà procedere unilateralmente per la fascia 8-20, mentre l’accordo è obbligatorio per la fascia 20-22. L’orario di lavoro individuale rimane invariato a 7 ore e 30 minuti e sarà privilegiata la volontarietà.

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