postato il 10 novembre 2011 da redazione | in "Economia, Politica"

La bomba al mercato

di Mario Mantovani.

Che la sua stagione sia finita lo avevano capito tutti. Che ne abbia preso atto in Parlamento è un segno di rispetto per l’istituzione comunque da apprezzare.
Ma il modo in cui ha ufficialmente aperto la crisi ha l’effetto di una bomba al mercato, che colpisce tutti senza distinzioni.
La bomba esplode in un paese già in grave difficoltà sui mercati finanziari, crocevia di una guerra dell’Euro che vedrà combattere battaglie decisive nelle prossime settimane. Il semplice annuncio delle dimissioni, ben sapendo che non c’è chiarezza né consenso sul percorso successivo, comunica ai mercati che il nostro Paese affronterà la guerra in condizioni d’incertezza, che a molti ricorderanno il periodo successivo all’8 settembre 1943.
La bomba ha sì effetti nel campo politico avverso, perché costringerà il PD a scegliere quali misure appoggiare e toglierà a Di Pietro la ragione fondante della sua presenza politica, ma soprattutto esplode in campo amico.
Se si andrà subito alle elezioni, Berlusconi lascia infatti il centro destra, la Lega ed i moderati in generale alle loro divisioni, paure e ripicche, troncando sul nascere ogni possibilità di mettere a fattor comune ciò che in profondità li dovrebbe unire. Rischia di trasformare il PdL in una Repubblica di Salò.
Rischia di lasciare senza guida proprio le truppe moderate che servirebbero nella guerra dell’Euro: quelle in grado di accettare i sacrifici e riacquistare la fiducia.
Occorre dare modo agli schieramenti di riorganizzarsi secondo schemi politici finalmente leggibili anche fuori dall’Italia e nel frattempo guidare con sicurezza il Paese nella guerra dell’Euro. Berlusconi è ancora in tempo per disinnescare gli ultimi stadi della bomba.

Commenti

  1. Finalmente, a mio parere, la dipartita di Berlusconi. ma cosa resta dell’Italia? Un paese che, e’ un fatto, ha una crescita stagnante da quasi 10 anni (una delle peggiori performance dell’euro zone), infrastrutture scadenti, una classe politica al momento confusa e senza programmi seri e credibili, uno dei tassi di disoccupazione piu’ alti in Europa, il piu’ alto debito pubblico in europa, una burocrazia pesante e farraginosa, un alto livello di corruzione, una criminalita’ che opera incontrastata in molte parti del paese e un business environment assolutamente non business friendly (non e’ facile fare impresa e attivita’ privata in Italia). Insomma una serie di condizioni che, nonostante la dipartita di Berlusconi, rappresentano long term structural problems..Dobbiamo incominciare da zero? Quali sono le priorità?


  2. Nel mondo vivono 60.000.000 di Italiani di prima, seconda, terza e quarta generazione e tutti sono orgogliosi di dire : “sono Italiano” .
    In Italia vivono 60.000.000 di persone che hanno scordato cosa vuol dire essere Italiani !
    Siamo un popolo meraviglioso che ha dato molto, da sempre, a tutto il mondo. “Silvio dimissionario” non è sinonimo di “problema risolto” ma di un Paese che fatica a ritrovare la propria dimensione da troppi, troppi anni.
    Diamoci da fare, tutti !
    Un Italiano un po’ all’estero ed un po’ in Italia…


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