Intervista a Gian Luca Galletti (il Resto del Carlino).
La stangata Imu ipotizzata dal Comune per chi da un’abitazione in comodato gratuito ai figli (aliquota massima: 10,6 per mille) «è una vera e propria patrimoniale che punisce le famiglie». Per questo Gianluca Galletti, vicepresidente dell’Udc alla Camera, auspica che il Comune ritorni sui propri passi durante la stesura definitiva del bilancio 2012.
Perché parla di patrimoniale?
«Perché si parla di un 1% l’anno. Ma una cosa è una patrimoniale su un patrimonio che da reddito, altro è un genitore che fa sacrifici per acquistare una casa da dare ai figli».
Il Comune fa fatica a fare quadrare i conti, annuncia un bilancio ‘drammatico’…
«Comprendo bene le difficoltà che vive oggi l’assessore Silvia Giannini. Ma su questo tema sta sbagliando. Qui si mette in discussione un patto generazionale tra padri e figli, un patto che ha mantenuto solido il Paese anche nei momenti economici più difficili. Punirlo in questa maniera non è accettabile».
I comodati gratuiti sono raddoppiati da quando sono partiti gli incentivi. Siamo a 10 mila. C’è chi ipotizza una buona fetta di evasione.
«Ho letto i numeri e i timori di Mauro Cammarata (direttore del settore Entrate del Comune, ndr), che è un ottimo dirigente. Dico che i dubbi che ha lui li avrei anch’io».
Dunque?
«Bisogna avviare una forte azione di controllo su questo tipo di contratti. Perché non è accettabile fare pagare alle famiglie oneste i costi di chi si comporta male>>.
Il Comune ha uomini e mezzi per un controllo a tappeto?
«Sarebbero sufficienti controlli a campione. Solo l’effetto annuncio potrebbe avere già risultati molto positivi».
A quanto fisserebbe l’aliquota per questi contratti?
«Diciamo al 7,6 per mille, l’aliquota base per le seconde case».
Quanto costerebbe al Comune una riduzione simile?
«Vale tre milioni di euro».
A chi critica, la Giannini dice: datemi alternative valide.
«Io dico di continuare a tagliare la spesa corrente».
Il 65% è destinato alle scuole. Come si fa a tagliare qui?
«Si punti in maniera più decisa sulla sussidiarietà, con un sistema di convenzionamento con scuole materne pubbliche gestite da privati convenzionati. E si può negoziare il passaggio di alcune scuole comunali allo Stato».